Quadro storico

La Narodna in študijska knjižnica / Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi è la principale biblioteca degli sloveni in Italia. Dopo la liberazione, avvenuta nel maggio del 1945, si avvertì una forte esigenza di riprendere l’attività culturale ed educativa degli sloveni di Trieste e di tutto il Litorale. Durante la riunione del direttivo del Comitato provinciale di liberazione nazionale per il Litorale sloveno e Trieste, tenutasi nel maggio 1945, venne approvata la seguente risoluzione: “La proposta di istituire una commissione per la cultura e l’educazione è legittima (…). Si approva dunque la risoluzione che affida al Comitato l’incarico di formulare una proposta e di istituire una commissione per la cultura e l’educazione.” Il compito di questa commissione sarebbe stato quello di promuovere la fondazione di numerose istituzioni culturali associative, la maggior parte delle quali è attiva ancor oggi. Alla fondazione della Slovenska prosvetna zveza / Unione culturale slovena il 7 ottobre 1945 a Trieste sono stati eletti oltre ai membri del comitato principale anche i responsabili per le singole sezioni. Una di queste era la Sezione per le sale di lettura e le biblioteche che ha promosso la fondazione della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi (1947). Ufficialmente fondata il 17 luglio 1947, la biblioteca è stata aperta al pubblico nel 1949. Più tardi si è arricchita di altre due sezioni: la Sezione per la storia e l’etnografia / Odsek za zgodovino in etnografijo (1951) e la Biblioteca slovena D. Feigel / Slovenska knjižnica D. Feigla a Gorizia (1989). A partire dal 2004 la Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi dispone degli spazi siti al pianoterra del Narodni dom di Trieste che le sono stati concessi in base all’art. 19 della Legge 38/2001 per la minoranza slovena in Italia. Due sono le date fondamentali per lo sviluppo della biblioteca: il 1973, quando un’apposita legge della Repubblica Socialista di Slovenia ha sancito il diritto di acquisizione della copia  di tutte le pubblicazioni stampate in Slovenia, e il 1977 che ha visto il trasloco nella sede attuale di Via S. Francesco 20. Nell’anno immediatamente precedente (1976) la Regione Friuli-Venezia Giulia ha conferito alla biblioteca lo status di istituzione di interesse regionale. Dal 1991 al 2000 i contributi che le venivano erogati erano regolati dalla legge nazionale per le zone di confine, mentre dal 2001 in poi i fondi vengono attinti dalla legge di tutela della minoranza slovena in Italia. La biblioteca, oltre ad avere un carattere generale, ha anche il compito di raccogliere, catalogare e conservare il materiale relativo agli sloveni in Italia. I suoi fondi sono prevalentemente in lingua slovena. Il catalogo è consultabile online, una parte della collezione antecedente al 1992 è però consultabile solamente su catalogo cartaceo. Nell’aprile 1997 la biblioteca è entrata a far parte a pieno diritto del sistema sloveno COBISS (Co-operative Online Bibliographic System & Services) in qualità di membro attivo.   La Slovenska knjižnica D. Feigla / Biblioteca slovena Damir Feigel raccoglie l’eredità della prima biblioteca slovena di Gorizia aperta nel marzo 1906 nel Trgovski dom, che era allora gestita dall’organizzazione slovena Narodna prosveta. La sua attività è proseguita dopo la prima guerra mondiale, fino alla chiusura forzata dettata dai fascisti alla fine degli anni Venti, quando il Trgovski dom è stato occupato a forza ed i libri gettati in strada ed incendiati. Dopo la guerra la biblioteca ha vissuto tempi difficili spostandosi da una sede all’altra, finché non è stata rilevata dalla Unione culturale slovena. Negli anni Ottanta le è stato dato il nome dello scrittore Damir Feigel. Nel 1989 la biblioteca Feigel è passata sotto l’amministrazione della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi di Trieste, avvalendosi per la prima volta della presenza di una bibliotecaria professionista. In quell’occasione la biblioteca è stata completamente rinnovata ed aperta al pubblico con un orario regolare. Nel 2005 si è trasferita nel KB Center sul Corso Verdi, nel centro di Gorizia, in locali modernamente arredati che ospitano tre sale di lettura, un grande atrio con manuali e computer e un’attraente sala dedicata ai giovani, espressamente aggiunta all’edificio e progettata dall’architetto goriziano Dimitri Waltritsch. Poco dopo la fondazione e l’apertura della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi hanno avuto inizio i preparativi per la fondazione della Sezione per la storia e l’etnografia, entrata ufficialmente in attività nel 1951 nell’allora sede della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi in Via della Geppa 9. Da lì la Sezione si è trasferita al terzo piano dell’edificio di Via Montecchi 6 dove è rimasta fino al 1978, anno in cui ha acquisito dei locali più ampi nell’edificio che ospita il Teatro Sloveno. Nel 2014 la Sezione si è trasferita in Via Montecchi 6.

 

 

Mostra multimediale per il 70° anniversario della Biblioteca Nazionale Slovena e degli Studi